Quanto costa una tazza di cioccolata

09.05.08

Milano, un bar della zona Magenta, saletta interna, pomeriggio inoltrato.
Due tazze di cioccolata, con biscotti secchi(quattro in un piattino). Conto: 22 euro.
Pago,con la sensazione di aver subìto una piccola rapina.

Telefono alla federazione pubblici esercizi della città e protesto, dico che poi non bisogna lamentarsi se di fronte a rincari pesanti, talvolta ingiustificati, la gente spende sempre di meno. Risposta: quel bar si trova in un quartiere di gente ricca e quindi può permettersi il caro listino.

Breve indagine: in un bar normale una tazza di cioccolata costa due euro, in uno dei migliori locali milanesi arriva a sei euro, poi c’è il bar in questione otto euro(8+8 fa 16 e i quattro-biscotti secchi-quattro sei, totale 22 euro) e infine c’è un altro elegantissimo pubblico esercizio, il più "in" della città dove la cioccolata costa 11 euro.
Ma pare che sia l’unico, grazie al Cielo.

Che cosa ricaviamo dalla piccola esperienza?

1. I ricchi, proprio perché tali, possono essere spennati dal bar o da qualsiasi altro negozio nel loro quartiere.

2. Il mercato è libero e quindi i commercianti possono praticare i prezzi che vogliono, inutile dunque sollevare questo tipo di problemi.

3. E poi non facciamo la figura dei pezzenti: che saranno mai 22 euro? Per giunta il consumatore se non vuole subire fregature ha l’obbligo di leggere il listino prezzi del locale prima di ordinare qualcosa e se la tazza di cioccolata a suo avviso costa una esagerazione, non la ordina, alza i tacchi e se ne va. Quindi la polemica non regge. Giusto.

4. Però, dopo aver preso la fregatura il consumatore in quel bar non c’entra più e mettrà in guardia tutti i suoi amici e conoscenti dall’andarci a consumare un che!


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