La cattiva coscienza delle banche

21.05.08

“Non siamo truffatori ma nemmeno benefattori”, mi disse una volta in televisione l’allora presidente dell’associazione nazionale delle compagnie d’assicurazione.
L’etichetta si può tranquillamente applicare anche alle banche, che sicuramente non sono generose con la clientela.
Ogni tanto però la loro cattiva coscienza le induce a un qualche ripensamento.
Prendiamo il caso della portabilità dei mutui casa.

Il trasferimento da un istituto all’altro, se conveniente per l’utente, deve avvenire senza spese, a titolo assolutamente gratuito. Molte banche hanno fatto come si dice orecchie da mercante.
Poi all’improvviso il neo ministro dell’economia Giulio Tremonti annuncia una stangatina fiscale per banche e petrolieri.
Quasi contemporaneamente l’Antitrust avvia una indagine sui comportamenti scorretti di dieci fra i maggiori istituti di credito italiano. E di colpo l’Abi fa dietrofront, nel senso che annuncia per il 31 di maggio l’assoluta gratuità del trasferimento del mutuo, che avverrà in automatico fra una banca e l’altra.L’operazione si chiama “Cambiomutuo”.

E dunque come si giustifica il comportamento degli sportelli reticenti?
Ripareranno in qualche modo restituendo le spese che hanno preteso dai loro clienti mutuatari?

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